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Partenone
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Il mwkaPartenone (mwkqin greco antico Παρθενών?, Parthenṓn /partʰeˈnɔːn/; mwkwin greco Παρθενώνας?, Parthenṓnas /parθeˈnɔnas/) è un mwlqtempio greco mwlgperiptero octastilo di mwlwordine dorico, che sorge sull'mwmaacropoli di Atene, dedicato alla dea mwmqAtena protettrice della città.cite-ref-ysma-storia-1-1[1]cite-ref-wbk-odysseus-912-5-0[5] È il più famoso monumento dell'mwogantica Grecia ed è considerato una delle massime espressioni dell'mwowarchitettura greca classica.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]

Realizzato in mwsgmarmo pentelico, il mwswnaos ospitava la statua mwtacrisoelefantina di mwtqmwtgAtena Parthenos, opera di mwtwFidia.cite-ref-ysma-storia-1-2[1]cite-ref-theacropolismuseum-gr-8-0[8] Il culto arcaico di Atena Poliàs o mwwapoliade (cioè protettrice della città) si svolgeva nell'mwwqantico tempio della dea (mwwgArchaios Neos) che custodiva lo mwwwmwxaxoanon (la statua in legno arcaica), mentre il Partenone fu dedicato specificamente ad mwxqAtena Parthenos.cite-ref-referencea-9-0[9]

L'mwywopistodomo del Partenone fu adibito a deposito di fondi pubblici almeno dal mwza433 a.C., e il trasferimento dei mwzqtributi della mwzgLega delio-attica ad mwzwAtene è attestato dal 454 a.C.cite-ref-ysma-storia-1-3[1]cite-ref-atticinscriptions-com-10-0[10] Le lamine d'oro della statua, del peso complessivo di circa 44 mwcatalenti (circa 1.150mwcq kg), erano removibili e costituirono una riserva finanziaria della città.cite-ref-11[11]

Insieme al resto del complesso dell'Acropoli, il Partenone è iscritto nella Lista del mwdwPatrimonio dell'umanità dell'mweaUNESCO dal 1987.cite-ref-12[12]

Contents

Nome
Storia
Note

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Nome

Il nome «Partenone» deriva dal mwgagreco antico Παρθενών (mwgqParthenṓn), collegato all'mwggepiteto di Atena (mwgwin greco antico Παρθένος?, Parthénos) e al sostantivo mwhaparthénos con il significato di «vergine, fanciulla».cite-ref-13[13] mwiqin greco antico παρθενών?, parthenṓn indica anche l'appartamento delle fanciulle; per i templi il termine fu usato per designare un ambiente specifico.cite-ref-14[14]

Nella documentazione mwjwepigrafica del V e IV secolo a.C. compare «Parthenon» come uno dei tesori dell'Acropoli citati negli mwkainventari del santuario di Atena; l'identificazione tradizionale con la sala occidentale dell'edificio è stata spesso proposta, ma studi recenti hanno argomentato che il «Parthenon» degli inventari vada invece riconosciuto nell'mwkqEretteo (in particolare nella sua parte occidentale).cite-ref-15[15] Nei cosiddetti mwlgdecreti dell'mwlwHekatompedon (IG I³ 4 A–B, 485/4 a.C.) ricorre inoltre il termine mwmain greco antico Ἑκατόμπεδον?, Hekatómpedon per un edificio sull'Acropoli, fondamentale per la discussione antica e moderna sulla nomenclatura dei templi dell'area.cite-ref-16[16] L'uso di «Parthenon» per indicare l'intero grande tempio dell'Acropoli è attestato con certezza a partire dalla metà del IV secolo a.C., nei discorsi di mwnqDemostene, dove il termine è elencato tra le principali opere monumentali di Atene.cite-ref-17[17]

Funzione dell'edificio

Il Partenone è un edificio unico nel panorama architettonico, che originariamente ospitava nella cella la statua mwpacrisoelefantina di mwpqAtena Parthenos di mwpgFidia ed era luogo di deposizione di mwpwofferte votive nell'ambito del santuario di Atena sull'Acropoli.cite-ref-18[18] I mwrasacrifici pubblici e le cerimonie si svolgevano all'mwrqaltare esterno antistante il tempio, poiché nell'esperienza cultuale greca l'altare all'aperto costituiva il fulcro del mwrgsantuario, mentre il tempio custodiva l'immagine di mwrwculto.cite-ref-19[19]cite-ref-referenceb-20-0[20]

Il Partenone non corrisponde ad alcune definizioni moderne di "mwuqtempio" e una parte degli mwugstorici ha sostenuto che esso fosse utilizzato esclusivamente come tesoreria; tuttavia tale posizione non è maggioritaria e la letteratura specialistica continua a considerare l'edificio come tempio con statua di culto, dotato anche di funzioni finanziarie documentate da mwuwepigrafi.cite-ref-referenceb-20-1[20]cite-ref-21[21] L'mwxaopistodomo occidentale, con quattro colonne mwxqioniche di sostegno, è attestato come deposito dei fondi pubblici della città a partire dal 433 a.C., secondo la documentazione istituzionale greca e le liste dei tributi.cite-ref-ysma-storia-1-4[1]cite-ref-referencec-22-0[22]

Storia

Il Partenone fu costruito tra il 447 e il 438 a.C. (con il completamento delle sculture nel 432 a.C.) nell'ambito del programma edilizio promosso da mw2qPericle, su progetto degli architetti mw2gIctino e mw2wCallicrate e sotto la supervisione generale di mw3aFidiacite-ref-ysma-storia-1-5[1] (nominato mw4qepiskopos, soprintendente), che inoltre realizzò le decorazioni scultoree e la statua di mw4gmw4wAthena Parthènos destinata al mw5anaòs, alta circa 12 metri, interamente ricoperta di oro e avorio. Nello stesso periodo furono costruiti anche i mw5qPropilei, attribuiti a mw5gMnesicle, completati in cinque anni secondo mw5wPlutarco, a testimonianza dell'ampia portata del programma pericleo sull'Acropoli.cite-ref-23[23]

La spesa maggiore fu il trasporto della pietra (mw7qmarmo pentelico) dal mw7gMonte Pentelico, a circa 16 chilometri da Atene, fino all'Acropoli.cite-ref-24[24]cite-ref-25[25] I fondi furono in parte ricavati dal tesoro della mw9wLega di Delo o delio-attica.cite-ref-referencec-22-1[22]cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]

Dalla metà del V secolo a.C. infatti il monumento ebbe anche funzione finanziaria: dall'anno 433 a.C. i fondi pubblici della città vennero custoditi nell'mwaquopistodomo, col trasferimento da mwaqyDelo ad mwaqcAtene del tesoro della Lega delio-attica nel 454 a.C.cite-ref-ysma-storia-1-6[1]cite-ref-atticinscriptions-com-10-1[10] durante l'mwaraarcontato di Antistene, secondo la cronologia tradizionale riportata da mwariFilocoro e confermata dalle Liste dei tributi attici (IG I³ 259).cite-ref-referencec-22-2[22]cite-ref-28[28]cite-ref-29[29] L'evento segnò il passaggio della Lega da un'alleanza difensiva mwar8panellenica a un sistema mwasaimperialista controllato da Atene.cite-ref-30[30]

In mwasyetà tardo-romana il tempio subì un grave incendio e fu restaurato nel IV secolo; in seguito fu convertito in mwascchiesa, per poi diventare mwasgmoschea in mwaskepoca ottomana, subendo la distruzione più grave nel 1687 con l'esplosione del deposito della mwasopolvere da sparo durante l'mwassassedio veneziano.cite-ref-ysma-storia-1-7[1] Tra il 1801 e il 1803 una parte delle sculture fu rimossa da mwataThomas Bruce, VII conte di Elgin; dal 1975 sono in corso restauri sistematici diretti dallo YSMA.cite-ref-ysma-storia-1-8[1]

Storia antica

L'area del Partenone è occupata da edifici cultuali almeno dalla metà del VI secolo a.C.; il primo tempio monumentale, identificato dagli studiosi con lmwatc'mwatgmwatkHekatompedon, è stato verosimilmente collegato alla riorganizzazione delle mwatoPanatenee del 566/5 a.C.cite-ref-referencea-9-1[9] Il cosiddetto "pre-Partenone" (490–480 a.C.) fu distrutto dai mwat8Persiani nel 480 a.C., al tempo di mwauaSerse, durante le mwaueguerre persiane.cite-ref-ysma-storia-1-9[1] Dopo la decisione del 448 a.C. di ricostruire i santuari devastati, l'edificio classico fu impostato sul medesimo sito: i lavori del tempio si svolsero tra il 447 e il 438 a.C., mentre le sculture di mwauyfrontone furono completate nel 432 a.C.; il progetto è attribuito a mwaucIctino e mwaugCallicrate, con responsabilità generale e programma scultoreo affidati a mwaukFidia.cite-ref-ysma-storia-1-10[1]

mwau8Pausania descrive il monumento come «il tempio che chiamano Parthenon» e riferisce i soggetti dei due frontoni, la nascita di mwavaAtena a est e la contesa con mwavePoseidone a ovest, menzionando la statua mwavicrisoelefantina di mwavmAtena Parthenos.cite-ref-31[31] Dal 433 a.C. l'mwavgopistodomo custodì i fondi pubblici di Atene; parallelamente, le Liste del tributo ateniese documentano il trasferimento del mwavktesoro della mwavoLega delio-attica sull'Acropoli alcuni anni dopo.cite-ref-ysma-storia-1-11[1]cite-ref-atticinscriptions-com-10-2[10]

In età tardo-romana il tempio subì un vasto incendio e fu restaurato nel IV secolo d.C., probabilmente sotto mwawqGiuliano, prima delle successive trasformazioni d'età cristiana e medievale.cite-ref-ysma-storia-1-12[1]

Storia medievale

Trasformazione in chiesa

In mwaxiepoca bizantina, il Partenone rimase in funzione come chiesa dedicata a mwaxmMaria, sotto l'epiteto di mwaxqmwaxuTheotokos (Madre di Dio).cite-ref-ysma-storia-1-13[1]cite-ref-32[32] All'epoca dell'mwax4Impero latino diventò brevemente una chiesa mwax8cattolica dedicata sempre alla Madonna.cite-ref-ysma-storia-1-14[1]

La conversione del tempio in chiesa comportò la chiusura dell'ingresso orientale e la creazione di un'mwayuabside nella facciata est, con l'apertura di numerose finestre che interessarono elementi marmorei antichi.cite-ref-33[33] Durante il mwayoMedioevo sono inoltre attestati iscrizioni cristiane incise sulle colonne e pitture murali all'interno dell'edificio.cite-ref-ysma-storia-1-15[1] Queste modifiche alterarono in modo significativo l'aspetto antico del monumentocite-ref-ysma-storia-1-16[1], e contribuirono a far dimenticare la sua natura di tempio antico.

Riscoperta

La riscoperta del Partenone come monumento antico si colloca nel Quattrocento umanistico.cite-ref-34[34] Nel 1436 mwaz4Ciriaco d'Ancona, durante la mwaz8sua visita ad Atene, identificò l'edificio come antico tempio di Pallade sulla base dell'osservazione diretta e della lettura delle fonti classiche.cite-ref-bordignon-35-0[35]

Ciriaco ne lasciò una descrizione accurata e curò l'inclusione di un disegno del tempio nei suoi mwaauCommentarii; alla tradizione dei suoi testi risalgono le più antiche testimonianze grafiche conservate del Partenone.cite-ref-bordignon-35-1[35]

(latino)

«…apud Athenas, ad admirabile ornamentum montis Palladis templum, ex Phidia, columnis LVIII mirae magnitudinis, VII p. in diametro, ornatissimis imaginibus insignitis.»

(italiano)

«…ad Atene, sul magnifico ornamento del monte di Pallade, il tempio, opera di Fidia, con cinquantotto colonne di mirabile grandezza, sette piedi di diametro, ornate di immagini elegantissime.

»

Sulla base delle fonti antiche, Ciriaco definì il Partenone mwabedivum quippe opus Phidiae e ne descrisse nel dettaglio colonne, apparato scultoreo e misure principali.cite-ref-bordignon-35-3[35] Definì inoltre il tempio mwabyornatissimum undique; riconobbe nel fregio dorico meridionale la battaglia tra Centauri e Lapiti, mentre interpretò il fregio della cella come un richiamo alle vittorie ateniesi del tempo di Pericle.cite-ref-bordignon-35-4[35]

Trasformazione in moschea

Nel 1456, Atene mwab0cadde sotto gli Ottomani e il Partenone fu trasformato in moschea: fu aggiunto un mwab4minareto, la cui base e lo scalone sono ancora riconoscibili.cite-ref-ysma-storia-1-17[1] I visitatori europei del XVII secolo attestano che l'edificio conservava ancora gran parte della sua decorazione prima del bombardamento del 1687.cite-ref-36[36]cite-ref-37[37]

Storia moderna e contemporanea

Assedio veneziano e distruzione del 1687

Nel contesto della mwadgguerra di Morea, le forze veneziane guidate da mwadkFrancesco Morosini con il luogotenente mwadoOtto Wilhelm von Königsmarck cinsero d'mwadsassedio l'acropoli di Atene; in vista del mwadwbombardamento gli ottomani demolirono il mwad0Tempio di Atena Nike per ricavarne materiali e impiantare una mwad4batteria a difesa del settore occidentale della rocca.cite-ref-morosini-38-0[38] Le batterie veneziane furono posizionate sulle alture circostanti, comprese la collina delle mwaemPnice e l'mwaeqAreopago, iniziando il tiro sistematico contro la fortezza; un colpo centrò un deposito di polvere ai mwaeuPropilei, causando un'esplosione e danni estesi all'accesso monumentale.cite-ref-morosini-38-1[38]

Nella notte tra il 26 e il 27 settembre 1687 una bomba di mwaesmortaio penetrò nel Partenone, adibito a mwaewpolveriera dagli ottomani, provocando una forte mwae0deflagrazione che spezzò l'edificio in due e distrusse la copertura, abbattendo numerose colonne; l'effetto d'urto fece precipitare mwae4architravi, mwae8triglifi e mwafametope; i frammenti marmorei causarono la morte di circa trecento uomini all'interno della cittadella.cite-ref-morosini-38-2[38] L'episodio è ricordato come la più grave catastrofe nella tormentata storia del tempio.cite-ref-ysma-storia-1-18[1]

Dopo il fallito tentativo di soccorso ottomano proveniente da Tebe, la guarnigione issò bandiera bianca il 28 settembre e si arrese con capitolazione il giorno successivo, mentre le truppe venete entrarono sull'Acropoli e procedettero alla sepoltura dei caduti e al censimento dei materiali abbandonati; contemporaneamente si stesero piani e vedute topografiche della città e della rocca documentando lo stato di rovina del Partenone.cite-ref-morosini-38-3[38]

Rimozioni di Lord Elgin e diaspora delle sculture (1801–1816)

All'inizio dell'Ottocento, mentre Atene era sotto l'amministrazione ottomana, mwagyThomas Bruce, VII conte di Elgin, ambasciatore britannico alla mwagcSublime Porta, ottenne dalle autorità il permesso di disegnare, misurare e rimuovere figure scultoree dall'acropoli.cite-ref-bm-ps-39-0[39] Tra il 1801 e il 1805 gli agenti di Elgin rimossero circa la metà delle sculture allora superstiti dal Partenone e ottennero autorizzazioni anche per elementi dell'mwagwEretteo, del mwag0Tempio di Atena Nike e dei mwag4Propilei.cite-ref-bm-ps-39-1[39]

Tra i materiali oggi al mwahqBritish Museum si contano 15 mwahumetope, 17 figure di mwahyfrontone e circa 75 metri del fregio.cite-ref-bm-ps-39-2[39] Secondo la documentazione ufficiale del mwahsMinistero della Cultura ellenico, dei 97 blocchi del fregio superstiti 56 sono a Londra e 40 ad Atene; delle 64 metope superstiti 15 sono a Londra e 48 ad Atene; delle 28 figure dei frontoni 19 sono a Londra e 9 ad Atene.cite-ref-gr-numeri-40-0[40] Nello stesso frangente vennero asportate anche una delle mwaiaCariatidi dell'Eretteo e quattro lastre del fregio del Tempio di Atena Nike, inviate in Gran Bretagna insieme ad altri antichi dell'Acropoli.cite-ref-am-history-41-0[41]

Il trasferimento in Inghilterra fu complesso: i carichi furono spostati da porto a porto e una nave affondò durante il viaggio; una parte delle sculture, giunta a Londra, fu ricoverata provvisoriamente in depositi e magazzini fino alla decisione governativa di acquistare i reperti.cite-ref-memorandum-42-0[42] Nel 1816 una mwaiocommissione parlamentare britannica esaminò l'operato di Elgin e ne sancì la legittimità, prima dell'acquisizione delle sculture da parte del British Museum, con atto del mwaisParlamento d'Inghilterra.cite-ref-bm-ps-39-3[39]

La richiesta ufficiale di restituzione alla Grecia è attestata dal 1983 e il tema è oggetto di incessante confronto internazionale, anche in sede mwajeUNESCO.cite-ref-bm-ps-39-4[39]cite-ref-gr-portal-43-0[43] Il mwajogoverno ellenico ribadisce il carattere unitario e architettonicamente inscindibile dell'ornato scultoreo del Partenone.cite-ref-gr-numeri-40-1[40]cite-ref-44[44]

Lavori di restauro

I primi grandi interventi moderni di restauro e anastilosi furono diretti da mwakoNikolaos Balànos, che dal 1895 assunse la direzione dei restauri dei monumenti dell'mwaksAcropoli di Atene, pubblicando nel 1938 una monografia di sintesi.cite-ref-45[45] Le sue principali campagne sull'Acropoli si svolsero tra il 1909 e il 1917, proseguirono con i mwalaPropilei (1921-1933) e toccarono di nuovo il Partenone con il "Secondo programma di restauri" (1934-1935: pronao, frontone orientale, porta ovest, colonnati nord e sud).cite-ref-ysma-gr-46-0[46]

Nel XX secolo, prima dell'istituzione dell'ESMA, sul Partenone si susseguirono diversi interventi puntuali (smontaggi parziali, ricomposizioni, rinforzi), con metodologie in seguito superate e oggetto di critiche.cite-ref-ysma-gr-46-1[46]cite-ref-47[47] Ad esempio una parte delle soluzioni adottate da Balànos (perni e grappe in ferro inglobati in cemento) provocò nel tempo gravi danni per corrosione e fessurazioni del marmo.cite-ref-48[48]cite-ref-49[49]

L'attuale progetto organico di conservazione e restauro, avviato nel 1975, è coordinato dal Comitato per la Conservazione dei Monumenti dell'Acropoli (ESMA) e attuato dallo YSMA secondo principi di reversibilità, documentazione sistematica e sostituzione degli elementi metallici con mwamctitanio.cite-ref-50[50]cite-ref-referenced-51-0[51]

Nel decennio 2001–2010 è stato realizzato un vasto programma che ha interessato, per il Partenone, il mwanepronao, l'mwaniopistodomo, settori dei colonnati nord e sud e la conservazione del fregio occidentale, oltre a operazioni di pulitura e di consolidamento strutturale.cite-ref-52[52]cite-ref-ysma2-53-0[53] Nel quadro di finanziamento 2011–2015 sono stati eseguiti ulteriori lavori di restauro e messa in sicurezza.cite-ref-referenced-51-1[51]cite-ref-ysma2-53-1[53]cite-ref-54[54]cite-ref-55[55]

Descrizione

Il Partenone è un mwapytempio greco mwapcperiptero di mwapgordine dorico, con portici esastili (mwapkpronao e mwapoopistòdomo) e caratterizzato dall'inserzione di elementi mwapsionici.cite-ref-ysma-storia-1-19[1] A differenza di molti templi e tesorerie coevi a pianta esastila (6 colonne sulla fronte e 13 sui lati lunghi), il Partenone è mwaqaottastilo: presenta 8 colonne sui lati brevi e 17 sui lati lunghi.cite-ref-brit-parthenon-4-2[4] L'edificio fu costruito interamente in mwaqumarmo pentelico, compresa la copertura a tegole marmoree.cite-ref-theacropolismuseum-gr-8-1[8]

In pianta, il tempio è suddiviso in mwaqspronao, mwaqwcella e mwaq0opistòdomo; la cella era separata da una parete trasversale in due ambienti non comunicanti, con il vano orientale che ospitava, davanti a una colonnata interna a due ordini disposta a Π, la statua mwaq4crisoelefantina di mwaq8Atena Parthenos, mentre a occidente l'opistodomo presentava quattro colonne ioniche di sostegno della copertura ed era adibito a deposito dei fondi pubblici almeno dal 433 a.C.cite-ref-ysma-storia-1-20[1] All'interno, la mwarqcella era scandita da due colonnati dorici interni sovrapposti (a due mwaruordini), caratterizzati da fusti a sedici mwaryscanalature.cite-ref-56[56]

L'edificio impiega raffinate correzioni ottiche e costruttive: curvatura del mwarwcrepidoma e dello mwar0stilobate (la base su cui poggiano le colonne, che curva leggermente verso l'alto in direzione del centro),cite-ref-57[57]cite-ref-58[58] leggere bombature (mwasyentasi) e inclinazioni delle mwasccolonne, mwasgcontrazione degli intercolumni d'angolo e progressiva riduzione della larghezza delle mwaskmetope verso gli angoli, nonché una lieve curvatura della mwasotrabeazione.cite-ref-ysma-storia-1-21[1] L'effetto combinato di queste lievi curvature e variazioni dimensionali è quello di conferire all'edificio un aspetto di regolarità e «perfezione» visiva maggiore di quanto risulterebbe da linee perfettamente rette e orizzontali.cite-ref-brit-parthenon-4-3[4]

Sebbene il vicino mwatqTempio di Efesto sia considerato il tempio greco meglio conservato, il Partenone, a suo tempo, fu ritenuto il migliore.cite-ref-59[59]cite-ref-60[60] L'edificio, scrisse mwat0John Julius Norwich, "gode della reputazione di essere il più perfetto mwat4tempio dorico mai costruito. Persino nell'antichità i suoi raffinamenti architettonici erano leggendari, specialmente la sottile corrispondenza tra la curvatura dello stilobate, l'assottigliarsi delle pareti del mwat8naos e l'entasi delle colonne".cite-ref-61[61]

Misurate allo stilobate, le dimensioni della base del tempio sono di circa 69,5 × 30,9 metri.cite-ref-brit-parthenon-4-4[4] All'esterno, le colonne mwaukdoriche hanno diametro di circa 1,9 metri e altezza di circa 10,3–10,4 metri; le colonne d'angolo risultano leggermente più robuste.cite-ref-brit-parthenon-4-5[4]cite-ref-62[62]

Le affermazioni secondo cui le proporzioni del Partenone seguirebbero sistematicamente il «mwavmrettangolo aureo» o la mwavqsezione aurea non trovano conferma nella letteratura scientifica e sono considerate fuorvianti dai contributi critici sul tema.cite-ref-63[63]

Decorazione

La decorazione scultorea, tra le più ricche dell'architettura greca, comprendeva tre gruppi fondamentali: mwavsmetope, mwavwfregio e mwav0timpani, eseguiti in marmo pentelico e in origine arricchiti da policromia e applicazioni metalliche.cite-ref-64[64]

Metope e fregio dorico esterno

Le novantadue mwawometope doriche del mwawsfregio, realizzate da mwawwFidia e da suoi allievi, furono scolpite come mwaw0altorilievi.cite-ref-am-metope-65-0[65] cite-ref-66[66] Le metope sono datate agli anni 446-440 a.C.cite-ref-am-metope-65-1[65] Quelle del lato est del Partenone, sopra l'entrata principale, raffigurano la mwaxoGigantomachia (la lotta degli dei dell'mwaxsOlimpo contro i mwaxwGiganti).cite-ref-am-metope-65-2[65] Sul lato ovest, mostrano l'mwayeAmazzonomachia (la mitica battaglia degli Ateniesi contro le mwayiAmazzoni).cite-ref-am-metope-65-3[65] Le metope del lato meridionale — con l'eccezione di 13-20 metope piuttosto problematiche, ormai perdute — mostrano la mwaycCentauromachia tessala.cite-ref-am-metope-65-4[65]cite-ref-67[67] Sul lato nord del Partenone, le metope sono scarsamente conservate, ma l'argomento sembra essere la mwazaGuerra di Troia.cite-ref-am-metope-65-5[65]

Stilisticamente, le metope sopravvissute presentano tracce di mwazystile severo nell'anatomia delle teste, nella limitazione dei movimenti del corpo alle curve e non ai muscoli e nella presenza di vene pronunciate nelle immagini della Centauromachia.cite-ref-68[68]

Rimangono ancora parecchie metope sull'edificio, con l'eccezione di quelle del lato nord, che sono seriamente danneggiate.cite-ref-ysma2-53-2[53] Alcune di esse sono situate al mwa0amuseo dell'Acropoli, altre, più numerose, sono al mwa0eBritish Museum, una può essere ammirata al mwa0imuseo del Louvre e un piccolo ma significativo mwa0mframmento raffigurante il piede di Artemide è stato conservato per oltre due secoli al mwa0qmuseo archeologico di Palermo, prima di essere riportato ad Atene su iniziativa della Regione Sicilia.cite-ref-am-metope-65-6[65]cite-ref-69[69]cite-ref-70[70]cite-ref-71[71]cite-ref-72[72]cite-ref-73[73]

Fregio ionico della cella

Il tratto più caratteristico nella decorazione del Partenone è sicuramente il lungo mwa2wfregio mwa20ionico posto lungo le pareti esterne della cella.cite-ref-am-frieze-74-0[74] Si tratta di una caratteristica innovativa, dal momento che il resto dell'edificio è costruito in stile dorico.cite-ref-am-frieze-74-1[74] L'intero fregio marmoreo è stato scolpito in bassorilievo da mwa3yFidia e dai collaboratori della sua bottega.cite-ref-am-frieze-74-2[74]

Il fregio continuo era lungo 160 metri di cui ne sopravvivono 130, circa l'80%, dislocati oggi in vari musei europei.cite-ref-am-frieze-74-3[74] La parte mancante è nota dai disegni effettuati da mwa4aJacques Carrey nel 1674, tredici anni prima che l'esplosione a seguito del bombardamento veneziano sventrasse il tempio.cite-ref-75[75]cite-ref-76[76]

In una prima semplice lettura, il fregio rappresenta la solenne processione che si teneva ogni quattro anni in occasione delle mwa4ofeste panatenaiche.cite-ref-am-frieze-74-4[74] Sono invece possibili diverse interpretazioni circa il significato della rappresentazione o la sua possibile attribuzione a un evento storico preciso: c'è chi ipotizza che l'ampio spazio riservato alla rappresentazione della mwa48cavalleria sia un esplicito riferimento all'eroismo bellico delle mwa5aguerre persiane; altri hanno ritenuto di riconoscere nei vari personaggi della processione figure rappresentanti la mwa5emwa5ipolis aristocratica e arcaica in contrapposizione ad altre che incarnerebbero invece la mwa5mdemocrazia dell'Atene classica, in un tentativo di unire passato e presente.cite-ref-77[77]cite-ref-78[78]cite-ref-79[79] Sta di fatto che si tratta della rappresentazione di un avvenimento comunitario, che era legato al culto di mwa6aAtena e quindi della patria che la dea rappresentava: gli individui di ogni strato della società potevano identificarsi nei personaggi del fregio e riconoscere i vari momenti della cerimonia.cite-ref-am-frieze-74-5[74]

L'intero fregio è stato concepito per essere letto a partire dall'angolo sud-ovest: l'osservatore a partire da questo angolo poteva scegliere se dirigersi verso nord, oppure direttamente verso est.cite-ref-am-frieze-74-6[74] Dall'angolo sud-ovest del fregio prendono il via dunque due processioni che girano attorno alla cella per confluire poi sul lato est (quello dell'ingresso al tempio), al cui centro è rappresentato il gesto della consegna del mwa6opeplo alla dea mwa6sAtena.cite-ref-am-frieze-74-7[74] Al gesto della consegna assiste la schiera degli dei e degli eroi.cite-ref-80[80]

Tutte le figure del fregio sono state rappresentate da Fidia in modo idealizzato, come se tutti i personaggi fossero abitanti di una dimensione trascendente di eterna festa.cite-ref-am-frieze-74-8[74] Questo effetto complessivo di aura divina è dato dalla scelta di soggetti giovani, dalle espressioni dei quali non traspare fatica o disagio, nonostante molti siano impegnati in azioni come trasportare anfore o cavalcare, bensì gioia serena e composta.cite-ref-am-frieze-74-9[74]

Frontoni

mwa8uPausania, viaggiatore del II secolo, quando visitò l'Acropoli e vide il Partenone, ne descrisse solo i frontoni,cite-ref-am-pediments-81-0[81] realizzati dal 438 al 432 a.C.

Il frontone orientale racconta della nascita di mwa8sAtena dalla testa di suo padre mwa8wZeus, mentre il frontone occidentale narra la disputa che Atena (con il ramo d'ulivo) ebbe con mwa80Poseidone (che dall'acqua fa nascere il cavallo) per il possesso di Atene e dell'mwa84Attica, ed è costituito da statue a tuttotondo incassate nel mwa88timpano.cite-ref-am-pediments-81-1[81] Le statue in particolare non sono distaccate una dall'altra, non hanno una storia a sé propria, ma interagiscono fra di loro, entrano in contatto concatenandosi e sono costruite in una sequenza di mwa9qmwa9uarsi e tesi, a ogni movimento concitato ne corrisponde una rilassato e teso (ciò si vede anche nelle vesti delle donne che seguono una ritmo naturale e libero e soprattutto equilibrato).cite-ref-am-pediments-81-2[81]

Repliche

Il mwa-qPartenone di Nashville, costruito nel 1897, è una mwa-ureplica delle stesse dimensioni del tempio originale. Dal 1997 è presente all'interno anche la replica della statua dell'Athena Parthenos.

Note

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Collegamenti esterni

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